giovedì 29 gennaio 2026


DALLO SCHIZZO AL DIPINTO

VECCHIO PORTO DI GENOVA, LA "VECIA" LANTERNA.

ACRILICI SU TELA 50X30

Il dipinto cattura un momento di profonda contemplazione, malinconia o speranza, in cui una figura e il suo fedele cane si stagliano contro la grandezza della natura e l'infinito del mare al tramonto. La figura umana di spalle suggerisce un momento di riflessione profonda sulla transitorietà della vita, il cane rappresenta, oltre al simbolo di fedeltà e amicizia incondizionata, le qualità positive dell'ombra come la spontaneità e l'accettazione, che offre un legame saldo con la realtà facendo da contrappunto all'astrattezza dell'orizzonte. Il faro è un punto di riferimento nelle tempeste della vita offrendo la speranza e la certezza di una via d'uscita.



Sullo sfondo è rappresentata la Lanterna di Genova, il faro simbolo della città.

Il mare calmo suggerisce serenità e tranquillità e il suo movimento costante delle onde riflettono il flusso e riflusso delle emozioni e dei sentimenti interiori, dell'energia vitale e l'adattamento ai cambiamenti della vita.

La predominanza del colore blu promuove un senso di pace: UN VIAGGIO INTERIORE



 AL CALAR DEL SOLE

Acrilici su tela 70x50

Il cavallo bianco al galoppo è un potente simbolo di purezza, forza, libertà. La sua corsa impetuosa sull'acqua, che crea schizzi e movimento, suggerisce il superamento di ostacoli emotivi e la volontà di domare i propri impulsi. La prospettiva del vicolo crea un forte contrasto tra uno spazio chiuso e l'infinito simboleggiando la transizione da una situazione limitante verso nuovi orizzonti. Il dipinto parla di movimento interiore, dal desiderio di liberarsi dai confini e di abbracciare la propria forza istintuale per raggiungere un senso di pace e libertà (simboleggiato dal paesaggio calmo e dal cielo aperto).

giovedì 9 ottobre 2025

IN VIAGGIO NEI RICORDI: SAN DONATO DI NINEA (Cosenza)-Calabria 2023

San Donato di Ninea (Cosenza) è un antico borgo arroccato su uno sperone di roccia, noto anche come "Conca dei metalli" poiché
sui monti circostanti vi sono resti di antiche miniere metallifere.
I vicoli sono stretti e ripidi, numerosi i gradini, i negozi quasi inesistenti, ci sono un paio di bar.


Sul vertice della roccia spicca la chiesa della Madonna dell'Assunta che domina la valle. E' in stile romanico e sul davanti si apre un'incredibile terrazza panoramica: Piazzale Motta dove svetta una grande croce luminosa visibile dalla valle sottostante.


Sul pavimento del piazzale la rosa dei venti


Statua lignea del patrono del paese: il vescovo San Donato


Le vie caratteristiche:


I peperoncini a seccare


Il murales che ricorda la rinomata festa del prodotto tipico: la castagna


Panorami incredibili


Meravigliosa valle oltre i tetti


ancora vie caratteristiche

Prima di salire al borgo medioevale di San Donato di Ninea, c'è un viale ed una scalinata di roccia e sassi, che porta alle Grotte di Sant'Angelo. Sono due cavità preistoriche anticamente abitate da eremiti e poi trasformate in luoghi di culto: una è dedicata a san Michele Arcangelo.


Gli affreschi sono di epoca medioevale


La scalinata che porta alle grotte:


Altri luoghi nei paraggi che meritano una visita sono il Santuario della Madonna del Pettoruto a San Sisto:


                                                       La Madonna scolpita nella roccia:



Sempre vicino a San Sosti, un parco per passeggiate e la bellissima cascata di Fra Giovanni formate dal salto delle acque del fiume Rosa


A San Donato di Ninea c'è un ostello molto carino, il Kairos:


Da qui si gode di una vista panoramica impagabile, nei dintorni viuzze incantevoli:


Angoli antichi ricchi di fascino:


Piccoli spazi pittoreschi:


Un borgo che rimane nel cuore per le posizione, il panorama, la natura circostante. 

mercoledì 24 settembre 2025


 " Le Origini "

Acrilici su tela, 70x80 dipinto ad Oderzo (TV) en plein air alla collettiva con altri 68 artisti per dipingere il paese con tema " Il Tempo"

I ruderi delle grandi civiltà restano e tra loro passano a migliaia gli esseri umani, come fantasmi. Sono queste le orme che raccontano il passato per meglio capire il presente ed intuire il futuro in un gioco di specchi a volte confuso ma che creano la nostra memoria storica. L'immaterialità dell'umanità che si intuisce, contrasta e sottolinea la fisicità della pietra. L'erba che avvolge i ruderi racconta la lenta vittoria della natura sul tempo, la sua capacità di tessere continuità laddove l'uomo si è interrotto divenuto da bagliore di luce a ombra svelando la fragilità dell'esistenza umana.

disegno e schizzi preparatori


mercoledì 17 settembre 2025





 "L'eremita del lago"  acrilici su tela 70x80  - 2025

Dipinto en plein air all'eremo di San Giacomo (744-755 m.) sul Monte Stivo a Bolognano di Arco, del 1288.  

martedì 9 settembre 2025


 31 Agosto 2025, Legnago (Verona). Estemporanea di pittura per omaggiare il musicista Antonio Salieri nel suo paese natale. Ho voluto rappresentare un lato oscuro del compositore: " La notte insonne di A. Salieri"  cioè un momento di crisi creativa, lo spartito sul tavolo è vuoto e la penna d'oca spezzata esprime la rabbia del momento. La candela è ormai consumata anche se è ancora notte fonda e la luna illumina la stanza. Alcuni spartiti delle sue opere finite ( Falstaff, Le Denaide, Tarare e Armida sorvolano le maschere tragico/comiche che richiamano le sue commedie (Falstaff) e i drammi (Les Danaides). Pesanti tendaggi rossi ricordano il palcoscenico dei teatri che attendono suoi ulteriori successi.

Acquerello preparatorio

giovedì 4 settembre 2025



 CASTELLI DI SABBIA  acrilici su tela 40x50 - 2025   + acquerello preparatorio

Dipinto sulla spiaggia di Caorle, rappresenta castelli di sabbia colpiti da una palla e dalle onde del mare e destinati a sfaldarsi. Il foulard simboleggia il vento che soffia dall'Adriatico ed avvolge una torre di sabbia che riproduce il campanile del duomo della città, risalente all'anno 1000.

Eseguito il 23 Agosto durante un'estemporanea organizzata dal Monastero di Marengo e la Parrocchia di San Gaetano, alla fine della quale i monaci e il parroco Don Giorgio hanno spiegato come da anni finanziano delle scuole in Palestina, inviando materiali didattici. Al termine della manifestazione ho ritenuto valido donare il mio quadro al monastero, (come hanno fatto altri due pittori) per ottenere tramite vendita, un finanziamento alla loro opera di beneficenza.