giovedì 9 ottobre 2025

IN VIAGGIO NEI RICORDI: SAN DONATO DI NINEA (Cosenza)-Calabria 2023

San Donato di Ninea (Cosenza) è un antico borgo arroccato su uno sperone di roccia, noto anche come "Conca dei metalli" poiché
sui monti circostanti vi sono resti di antiche miniere metallifere.
I vicoli sono stretti e ripidi, numerosi i gradini, i negozi quasi inesistenti, ci sono un paio di bar.


Sul vertice della roccia spicca la chiesa della Madonna dell'Assunta che domina la valle. E' in stile romanico e sul davanti si apre un'incredibile terrazza panoramica: Piazzale Motta dove svetta una grande croce luminosa visibile dalla valle sottostante.


Sul pavimento del piazzale la rosa dei venti


Statua lignea del patrono del paese: il vescovo San Donato


Le vie caratteristiche:


I peperoncini a seccare


Il murales che ricorda la rinomata festa del prodotto tipico: la castagna


Panorami incredibili


Meravigliosa valle oltre i tetti


ancora vie caratteristiche

Prima di salire al borgo medioevale di San Donato di Ninea, c'è un viale ed una scalinata di roccia e sassi, che porta alle Grotte di Sant'Angelo. Sono due cavità preistoriche anticamente abitate da eremiti e poi trasformate in luoghi di culto: una è dedicata a san Michele Arcangelo.


Gli affreschi sono di epoca medioevale


La scalinata che porta alle grotte:


Altri luoghi nei paraggi che meritano una visita sono il Santuario della Madonna del Pettoruto a San Sisto:


                                                       La Madonna scolpita nella roccia:



Sempre vicino a San Sosti, un parco per passeggiate e la bellissima cascata di Fra Giovanni formate dal salto delle acque del fiume Rosa


A San Donato di Ninea c'è un ostello molto carino, il Kairos:


Da qui si gode di una vista panoramica impagabile, nei dintorni viuzze incantevoli:


Angoli antichi ricchi di fascino:


Piccoli spazi pittoreschi:


Un borgo che rimane nel cuore per le posizione, il panorama, la natura circostante. 

mercoledì 24 settembre 2025


 " Le Origini "

Acrilici su tela, 70x80 dipinto ad Oderzo (TV) en plein air alla collettiva con altri 68 artisti per dipingere il paese con tema " Il Tempo"

I ruderi delle grandi civiltà restano e tra loro passano a migliaia gli esseri umani, come fantasmi. Sono queste le orme che raccontano il passato per meglio capire il presente ed intuire il futuro in un gioco di specchi a volte confuso ma che creano la nostra memoria storica. L'immaterialità dell'umanità che si intuisce, contrasta e sottolinea la fisicità della pietra. L'erba che avvolge i ruderi racconta la lenta vittoria della natura sul tempo, la sua capacità di tessere continuità laddove l'uomo si è interrotto divenuto da bagliore di luce a ombra svelando la fragilità dell'esistenza umana.

disegno e schizzi preparatori


mercoledì 17 settembre 2025





 "L'eremita del lago"  acrilici su tela 70x80  - 2025

Dipinto en plein air all'eremo di San Giacomo (744-755 m.) sul Monte Stivo a Bolognano di Arco, del 1288.  

martedì 9 settembre 2025


 31 Agosto 2025, Legnago (Verona). Estemporanea di pittura per omaggiare il musicista Antonio Salieri nel suo paese natale. Ho voluto rappresentare un lato oscuro del compositore: " La notte insonne di A. Salieri"  cioè un momento di crisi creativa, lo spartito sul tavolo è vuoto e la penna d'oca spezzata esprime la rabbia del momento. La candela è ormai consumata anche se è ancora notte fonda e la luna illumina la stanza. Alcuni spartiti delle sue opere finite ( Falstaff, Le Denaide, Tarare e Armida sorvolano le maschere tragico/comiche che richiamano le sue commedie (Falstaff) e i drammi (Les Danaides). Pesanti tendaggi rossi ricordano il palcoscenico dei teatri che attendono suoi ulteriori successi.

Acquerello preparatorio

giovedì 4 settembre 2025



 CASTELLI DI SABBIA  acrilici su tela 40x50 - 2025   + acquerello preparatorio

Dipinto sulla spiaggia di Caorle, rappresenta castelli di sabbia colpiti da una palla e dalle onde del mare e destinati a sfaldarsi. Il foulard simboleggia il vento che soffia dall'Adriatico ed avvolge una torre di sabbia che riproduce il campanile del duomo della città, risalente all'anno 1000.

Eseguito il 23 Agosto durante un'estemporanea organizzata dal Monastero di Marengo e la Parrocchia di San Gaetano, alla fine della quale i monaci e il parroco Don Giorgio hanno spiegato come da anni finanziano delle scuole in Palestina, inviando materiali didattici. Al termine della manifestazione ho ritenuto valido donare il mio quadro al monastero, (come hanno fatto altri due pittori) per ottenere tramite vendita, un finanziamento alla loro opera di beneficenza.

mercoledì 3 settembre 2025


L'ALBA DELLE DIVINITA'   acrilici su tela - 70x50 - 2024


In una realtà senza tempo e luogo, nascono ciclicamente nuovi idoli, nuove figure di riferimento che catalizzano l'attenzione, fede, imitazione e potere emotivo. Possono essere persone, istituzioni o concetti che dominano  l'immaginario collettivo: oggi sono influencer, celebrità, brand, tecnologie, icone, ideologie o algoritmi, che favoriscono una rottura con i vecchi dogmi e portano ad una democratizzazione del culto garantendo un accesso universale ai nuovi miti ( internet), ma possono trasformarsi in nuove forme di controllo e essere effimere poichè le nuove divinità cadono con la stessa rapidità con cui sorgono  (ecco perchè ho aggiunto le rose nere).




 


martedì 2 settembre 2025


 IL VENTO DEL PRESENTE SCOMPIGLIA IL PASSATO - acrilici 50x60 - 2025

Dicono che il passato insegna, che è storia, immobile, non ripetibile: ma troppo spesso non è così, basta pensare al ripetersi di guerre, alle nuove scoperte archeologiche e scientifiche che a volte ribaltano convinzioni secolari, solide certezze. Il presente scava e riscrive di continuo il passato.

La donna alla finestra con abiti tradizionali (gonna lunga e foulard) guarda il vecchio castello ( di Zoppola PN - perchè l'ho dipinto lì) mentre è sorvolato da un moderno aereo. Il vento soffia e scompiglia tutto, vestiti, tende e petali dei fiori.


Foto del castello di Zoppola e acquerello preparatorio.


 IL MENDICANTE  acrilici su tela-30x40 - 2024/25 -

La porta d'ingresso della chiesetta-oratorio di SS. Filippo e Giacomo ad Albettone VI, in stile neogotico.

In origine, nel medioevo (1228) era un ospizio per malati gestito da religiosi laici, la Commenda dell'Ordine Ospedaliero di San Giovanni. Nei secoli successivi passò ai Campiglia, poi ai Gonzaga e infine ai conti Salvi che ne effettuarono la ricostruzione. La facciata e gli interni vennero rifatti da Caregaro Negrin Antonio (1821-1898).

Il mendicante è accovacciato in modo tale da ricordare il bocciolo di un fiore, suona in compagnia dei piccioni che condividono con lui le briciole. La porta diventa metafisica, è l'ingresso verso un futuro migliore sognato, sperato e comunicato dalle note del suo strumento che elemosina con i suoni un biglietto d'ingresso.


L'Oratorio e lo schizzo preparatorio a matita su cartoncino.